Apprendiamo che
un'esponente di spicco della cosiddetta destra riformista ha deciso di dare il proprio appoggio alla candidatura di Luca Di Ciaccio come sindaco di Gaeta.
In qualità di segretario del Partito della Sinistra Patetica (nonchè di membro del gruppo di spin doctors che assiste il candidato) ribadisco la mia più completa fiducia, nonostante questi incidenti di percorso anche perchè, nell'impeto di malinconia che sempre avvolge noi della sinistra, troviam sempre la lucidità per riconoscere che la negatività emozionale è un qualcosa che accomuna tutti quelli che della politica han fatto una cosa seria all'interno della propria vita: noi patetici, loro senza il senso del ridicolo.
E poi la malinconia sinistrorsa che trasuda da molti interventi di Luca su politica/società smentiscono quell'idea di legge e ordine di cui parla la novizia alleata: basta vedere le continue citazioni che lui fa di questo blog come dell'Amaca di Michele Serra, per finire con quel passaggio nel suo primo intervento da candidato contro la generazione del '68 di cui noi apprezziamo il lancinante e amareggiato registro emotivo.
L'unica richiesta che facciamo per sentirci pienamente alleati in questa importante battaglia per i destini di Gaeta, è che la leader della Destra Riformista ammetta pubblicamente di aver fischiettato almeno una volta col cuore denso di rimpianti i due inni del nostro partito (sì, due: su questo tema all'ultimo congresso si è rischiata una scissione...): "Ritornerai" di Bruno Lauzi e "Insieme a te non ci sto più" di Caterina Caselli.